Paolo Villaggio - Frasi Famose


Frasi Famose
Attore Italiano
(Genova - 30 Dicembre 1932)

Gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna.
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Berlusconi mi ha detto che sono il più grande comico di questo secolo con Sordi e Totò. Gli sono grato per questo...e anche per aver perso le elezioni.
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Con Fabrizio De Andrè ho passato l'infanzia e la gioventù, poi vent'anni con Gassman, altri venti con Tognazzi, poi Ferreri, Volontè, Fellini. Insomma parlo solo "di" qualcuno, non "con" qualcuno… mah!
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Fantozzi di allora era un miserabile felice, almeno lui aveva un posto fisso.
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Fantozzi è anche un terapeuta: ha liberato l'italiano dal timore di essere italiano.
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Ho detto che Papa Giovanni Paolo II non crede in dio? Lo penso davvero. Su, avanti. Il papa è una persona troppo intelligente per crederci.
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La tv è pericolosa perché è trasparente: ingigantisce i difetti.
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Sono inviperito per questa tendenza che esiste soprattutto in Italia, forse per le sue radici cattoliche, di riconoscere i meriti degli artisti solo dopo la morte. Come se la morte nobilitasse.
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Un consiglio valido per tutti: se avete dei nemici, se volete ferocemente vendicarvi di qualche pericoloso rivale, consigliategli “una domenica pomeriggio a cavallo” e la sua distruzione fisica e morale sarà definitiva.
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Il comportamento comico è un comportamento infantile, cioè tutti i comici sono bambini, immaturi. Stan Laurel è un bambino, piange tutte le volte,  Jerry Lewis era un bambino scemo, Totò non ha mai toccato una donna veramente, Sordi lo stesso.
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Non fa ridere una partita di pallacanestro di gente seduta in sedia a rotelle, io non le guardo, fa tristezza vedere gente che si trascina sulla sedia con arti artificiali. Mi sembra un po' fastidioso, non è divertente.
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Num me piace Eduardo, io sto con Peppino. E anche se adesso, Eduardo resta uno dei rari autori italiani, con Pirandello, Goldoni e Dario Fo, a venir rappresentato all'estero, in futuro, chissà. Forse i posteri apprezzeranno più le straordinarie tirate di Pappagone di quelle, seriose, noiosine e piene di "caccole" di Eduardo. Virtù per il nostro Paese, cattolico e fintamente impegnato.
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La comicità è arte genetica.
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Peppino non era nato solo per far ridere. Quelli di categoria extra come lui possono fare tutto. Non a caso interpretò MolièreMachiavelli, Pinter. Eduardo invece interpretò solo se stesso.
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Bisogna smetterla con le guerre di religione, con "la mia religione è meglio della tua", tanto sono tutte invenzioni per dividere i vivi dai morti. Ci sono altre urgenze.
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Ritz di Madrid, in una suite. Moana Pozzi va in bagno e torna solo con gli slip indosso. Mi guarda e fa: “Io con te l'amore non lo farò mai, ti voglio troppo bene. Sono sieropositiva'. È stata una frase che mi ha molto colpito. L'ho abbracciata e lei si è commossa.
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