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Frasi sul Viaggio


Il mondo è un libro e chi non viaggia legge solo una pagina. 

Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato. 

I viaggi sono i viaggiatori. 

Viaggiare! Perdere paesi! Essere altro costantemente perché l’anima non abbia radici! Andare avanti, inseguire l’assenza di avere un fine e dell’ansia di raggiungerlo.

Per quanto viaggiamo in tutto il mondo per trovare ciò che è bello, dobbiamo portarlo con noi oppure non lo troveremo. 

Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno.

Viaggiare è una brutalità. Obbliga ad avere fiducia negli stranieri e a perdere di vista il comfort familiare della casa e degli amici. Ci si sente costantemente fuori equilibrio. 

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. 

Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l'arrivare.

Quando viaggio mi piace avere qualcosa di interessante da leggere, per questo porto sempre con me il mio diario. 

Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie. Scoprirlo significherà, per voi, amarlo.

Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti. 

Io viaggio, non per andare da nessuna parte, ma per andare. Io viaggio per l'amore del viaggio. La grande storia è quella di muoversi.

Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.

Alla fine di un viaggio c’è sempre un letto da ricordare, un viaggio da ricominciare.

Perché ti stupisci se viaggiare non ti serve? Porti in giro te stesso. Ti perseguitano i medesimi motivi che ti hanno fatto fuggire.

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole. 

Un buon viaggiatore non ha progetti fissi e non ha scopo di arrivare.

Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso, la rinuncia del quotidiano  per lo straordinario, deve essere strutturazione assolutamente personale alle nostre convinzioni.

I Sentieri si costruiscono viaggiando.

Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite. 

E gli uomini vanno a mirare le altezze dei monti e i grossi flutti del mare e le larghe correnti dei fiumi e la distesa dell’oceano e i giri delle stelle; e abbandonano sé stessi.

Viaggiare non è altro che una seccatura: di problemi ce ne sono sempre più che a sufficienza dove sei.

Il viaggio deve allinearsi con le più severe forme di ricerca. Certo ci sono altri modi per fare la conoscenza del mondo. Ma il viaggiatore è uno schiavo dei propri sensi; la sua presa su un fatto può essere completa solamente quando è rafforzata dalla prova sensoriale; egli può conoscere davvero il mondo soltanto quando lo vede, lo sente e lo annusa.

Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. L’importante è muoversi.

Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli.

Non c’è strada che porti alla felicità: la felicità è la strada.